https://www.itsliquid.com/call-hybrid-identities-venice-2025.html ASFISSIA EMOZIONALE- 📜 Scheda tecnica + Recensione aggiornata Titolo: STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI Autore: Matjaš Diego Zadel Dellamorte ex Borovničar Anno: 2024 Misure: 21 cm × 29,7 cm (Formato A4) Materiale: Legno naturale Tecnica: Fototransfer su legno, intervento a pigmento rosso e nero ✨ Descrizione critica collegata al bando Hybrid Identities (Borders Art Fair Venezia 2025) L'opera "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI" di Matjaš Diego Zadel Dellamorte ex Borovničar si inserisce perfettamente nella tematica della Borders Art Fair 2025 - Hybrid Identities. Il lavoro rappresenta visivamente la frammentazione, la tensione e il grido delle identità contemporanee soffocate da maschere sociali, ipocrisia, violenza comunicativa. Sulla superficie in legno naturale, attraverso un fototransfer manuale, l'artista costruisce un teatro emotivo potentissimo: Al centro, una figura mascherata di nero urla disperatamente, simbolo della perdita e della lotta per la propria esistenza. Ai lati, due autoritratti dell’artista stesso (colorati in rosso acceso), di cui uno intento a urlare verso un telefono cellulare, rappresentano la perversione della comunicazione moderna e il bisogno di spezzare il ciclo di alienazione. L'intera superficie è invasa dalla ripetizione ossessiva della parola "STOP", come un mantra disperato che reclama la fine dell'ipocrisia, della violenza psicologica, della disumanizzazione. La scelta del legno come supporto evidenzia il desiderio di radicare l'identità in qualcosa di primordiale e resistente, mentre la tecnica artigianale del fototransfer si oppone all’omologazione digitale, proponendo una presenza fisica, vibrante, unica. "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI" è un manifesto visivo urgente, che incarna la complessità delle identità ibride in un mondo contemporaneo in continuo conflitto. 🎯 Ricapitolando in breve: Campo Dati Titolo STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI Autore Matjaš Diego Zadel Dellamorte ex Borovničar Anno 2024 Misure 21 × 29,7 cm Materiale Legno naturale Tecnica Fototransfer su legno, intervento a pigmento 🔥 #HybridIdentities #BordersArtFair #BordersArtFair2025 #VeniceArtFair #ItsLiquidGroup #IdentitàIbride #ArteContemporanea #MatjašDiegoZadelDellamorte #ContemporaryArt #ArtistiContemporanei #VeniceBiennale #ArtInVenice #StopViolence #StopIpocrisia #StopAllaViolenza #IdentitàSpezzate #ArteDiDenuncia #ArteSuLegno #Fototransfer #SocialArt #VisualPoetry #GridoContemporaneo #ArteUrbana #FightHypocrisy #RedAndBlack #NewIdentities #BiennaleDiVenezia #ArtForChange #ShoutAgainstSilence #ArtAgainstViolence #ScreamingArt #IdentitàContemporanee CALL FOR ARTISTS BORDERS ART FAIR 2025 – IDENTITÀ IBRIDE Venezia | 23 maggio – 6 giugno 2025 Scadenza: 2 maggio 2025 ITSLIQUID Group , in collaborazione con ACIT Venezia – Associazione Culturale Italo-Tedesca, è lieto di annunciare l’open call per HYBRID IDENTITIES , primo appuntamento di BORDERS ART FAIR 2025 , che si svolgerà a Venezia presso Palazzo Albrizzi-Capello ( clicca qui per saperne di più su questa sede) dal 23 maggio al 6 giugno 2025, e in altre prestigiose sedi e palazzi storici, durante lo stesso periodo della XIX Biennale di Architettura di Venezia. L'ultima edizione di BORDERS si è tenuta a Venezia nel 2023, presentando una vasta selezione di oltre 500 opere realizzate da 250 artisti provenienti da 40 paesi. L'edizione 2025 offrirà ad artisti ed espositori l'opportunità unica di presentare le proprie opere a un pubblico internazionale di professionisti come curatori, galleristi, collezionisti, editori e curatori, che desiderano acquisire, pubblicare e incoraggiare i migliori talenti dell'arte contemporanea. Il concetto di IDENTITÀ IBRIDE esplora la complessità dell'identità umana e il modo in cui i background culturali ed etnici plasmano il nostro essere , creando una miscela unica di diverse influenze che formano la nostra identità. Tutti noi abbiamo a che fare con molteplici identità e ruoli nella nostra vita quotidiana, guidati da diversi fattori sociali, fisici e culturali: creiamo e adattiamo le nostre identità in base alle situazioni in cui ci troviamo, e queste si evolvono e cambiano mentre interagiamo con le culture contemporanee e le città moderne. Questi cambiamenti creeranno nuove possibilità, che porteranno a identità nuove e uniche. Invitiamo artisti e architetti a esprimere le proprie identità ibride attraverso il loro lavoro per esplorare ed esprimere le complessità e celebrare la diversità dell'esperienza umana e il modo in cui contribuisce alla creazione di nuove identità . BORDERS ART FAIR si compone di 3 eventi principali : IDENTITÀ IBRIDE, SPAZI SEGRETI e PAESAGGI FUTURE. Stiamo selezionando artisti per: – IDENTITÀ IBRIDE dal 23 maggio al 6 giugno 2025, presso Palazzo Albrizzi-Capello La scadenza per le candidature è il 2 maggio 2025 (ore 23.59 ora locale) – SPAZI SEGRETI dal 26 giugno al 10 luglio 2025, presso Palazzo Albrizzi-Capello PRESENTAZIONE COMPLETA, CRITICA E ANALISI APPROFONDITA DELL’OPERA TITOLO: STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMISOTTOTITOLO: Asfissia EmozionaleAUTORE: Matjaš Diego Zadel Dellamorte ex BorovničarANNO: 2024MISURE: 21 × 29,7 cm (Formato A4)MATERIALE: Legno naturaleTECNICA: Fototransfer su legno, intervento a pigmento rosso e nero DESCRIZIONE CRITICA ESTESA PER LA BORDERS ART FAIR DI VENEZIA 2025 L'opera "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI" si colloca come un capitolo fondamentale nel più vasto corpus artistico di Matjaš Diego Zadel Dellamorte, un ciclo che abbraccia Asfissia Emozionale e si articola nei tre volumi Morte, Delirio, Resurrezione, selezionato e riconosciuto anche per la Biennale Oggetto Libro di Milano 2025. In "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI", la tensione emotiva si fa manifesto visivo: il supporto in legno naturale è impregnato di un senso primordiale di resistenza e vulnerabilità. Attraverso il fototransfer, tecnica manuale che rifiuta la riproducibilità meccanica in favore della singolarità imperfetta e viva, l’artista imprime la sua carne, la sua voce e la sua disperazione sulla materia. La scena si struttura in una geometria dolorosa: al centro, la figura urlante mascherata di nero — icona di una soggettività frammentata, sofferente, che si dissolve nella lotta per la sopravvivenza identitaria. Ai lati, in un feroce rosso sovraccarico di allarme e passione, due autoritratti urlano verso dispositivi di comunicazione, simbolo della alienazione e della violenza verbale contemporanea. Il telefono cellulare diventa così uno strumento di disgregazione anziché di connessione. La parola "STOP", ripetuta ossessivamente in una trama visiva claustrofobica, è al contempo urlo di rifiuto e richiesta estrema di salvezza. Il mantra visivo impone allo spettatore una condizione di spaesamento e di empatia forzata: non è possibile ignorare il richiamo, non è possibile distogliere lo sguardo. L'analisi profonda del concetto di identità ibrida si innesta qui come un seme di rivolta: l'identità non è più unitaria, non è più stabilita, ma è un campo di battaglia su cui si combatte incessantemente tra aspettative sociali, auto-percezione e sopravvivenza emotiva. IL COLLEGAMENTO ALLA SERIE "ASFISSIA EMOZIONALE" "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI" è la traduzione iconografica e materiale del Delirio, il secondo volume di Asfissia Emozionale. Laddove Morte esplora il momento della dissoluzione e Resurrezione quello della rinascita spirituale, Delirio è il gorgo in cui l'Io si perde, frammenta, si moltiplica e implode. La stessa poetica — intrisa di riferimenti psicanalitici, simbolismo sacrificale, mistica dantesca — pervade entrambi i progetti: il cambiamento del nome stesso dell'artista, diventato Matjaš Diego Zadel Dellamorte, non è solo atto formale ma è gesto rituale, performativo, di mutazione ontologica. Il lavoro per Oggetto Libro — la cassa funeraria-libro con dieci piastrelle in legno decorate da immagini di angeli e simboli di morte — e "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI" condividono la medesima tensione: l’urgenza di trasformare il dolore personale in un linguaggio artistico universale, in una metafora condivisibile di perdita, abuso, sofferenza, ma anche di resistenza e redenzione. APPROFONDIMENTO SULL'ASFISSIA EMOTIVA Nel quadro teorico che sostiene entrambi i lavori, l’asfissia emotiva emerge come esperienza totalizzante: È la tempesta che travolge ogni chiarezza, un mare in burrasca dove ogni emozione si fonde e si moltiplica senza controllo. È il soffocamento simbolico che avviene non solo attraverso il dolore esplicito, ma anche attraverso la negazione dell'espressione autentica, la violenza linguistica, il bombardamento comunicativo. È l'angoscia di una comunicazione fallita, in cui il cellulare diventa strumento di abuso e disumanizzazione. "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI" è allora il gesto estremo di un soggetto che, nel pieno dell'asfissia, riesce ancora ad articolare un urlo. SIGNIFICATO E PORTATA UNIVERSALE In un mondo in cui le identità si fanno sempre più fluide, conflittuali, traumatizzate, l'opera di Matjaš Diego Zadel Dellamorte è un grido collettivo che travalica l'esperienza personale per diventare specchio di una condizione globale. La scelta di presentare quest'opera a Venezia 2025, in una sezione dedicata alle Hybrid Identities, non è casuale ma necessaria: essa incarna la crisi, la resistenza e la reinvenzione dell'identità contemporanea. COMPONENTE PERFORMATIVA Come in tutto il ciclo Asfissia Emozionale, il corpo dell'artista non è solo strumento, ma luogo sacrificale. Nelle immagini di "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI", è il suo stesso volto, il suo stesso corpo a farsi teatro del dramma. È lui che urla, lui che implode, lui che è moltiplicato e lacerato sulla superficie del legno. CONNESSIONE EMOTIVA CON IL PUBBLICO La forza dell'opera risiede proprio nella sua capacità di attivare, nello spettatore, una risposta viscerale: impossibile rimanere neutrali davanti alla ripetizione ipnotica di "STOP", davanti alla cruda emotività del volto urlante. L'opera chiama, reclama, pretende uno sguardo partecipe. CONCLUSIONE: L'OPERA COME RITUALE DI RINASCITA "STOP! IDENTITÀ IN FRANTUMI" non è solo un'opera da guardare: è un'opera da attraversare. È il punto in cui arte e vita, dolore e speranza, distruzione e resurrezione si fondono in un unico gesto potentissimo. Attraverso il fototransfer, il pigmento rosso e nero, il legno naturale, Matjaš Diego Zadel Dellamorte plasma un altare pagano della nuova identità contemporanea: un'identità che non può più essere unica o integra, ma che proprio nella sua frammentazione trova la possibilità di una rinascita più autentica e consapevole. 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